Grotta delle Trabacche, testimonianza archeologica da fiction!

grotta delle trabacche 2Un buon motivo per noleggiare una bici e visitare la campagna iblea. A poca distanza da Ragusa, nella zona della strada detta dei “Cento Pozzi”, nella quiete della natura verdeggiante, si trova l’antica Grotta delle Trabacche.
Si tratta di una necropoli bizantina (IV sec. d.C), un vero e proprio monumento nazionale che con i suoi due mila anni di storia continua ancora oggi a parlarci dei riti passati della sepoltura. Questo posto fu creato scavando una grotta circolare di 400 metri quadrati.
Oltre alla presenza di numerose tombe scavate sul pavimento ed intagliate nella roccia calcarea a diversi livelli, è possibile ammirare due grandi sepolture a baldacchino (da qui il termine trabacche che in dialetto significa proprio baldacchino), anche queste intagliate nella roccia viva, scolpite e non costruite, che sorprendono per la foggia i visitatori: probabilmente erano destinate ai personaggi più importanti di quei tempi.
Il primo a dare notorietà al sito fu Jean Houel, pittore francese che nel ‘700 viaggiò per la  Sicilia, raccontandone attraverso i suoi dipinti i luoghi più suggestivi. A dare ulteriore notorietà a questo sito, testimonianza importante di architettura funebre del passato, sono stati diversi film: la Grotta delle Trabacche è stata infatti teatro di diverse produzioni televisive fra cui la nota fiction “Il Commissario Montalbano” che vi ha ambientato alcune scene.

“Il cane di terracotta” vedeva alcune scene ambientate proprio in questo luogo. Qui il commissario ritrova i corpi di due fidanzatini ed un cane di terracotta che dà il nome all’intero episodio.