Viaggiar per cantine

calici“Strana questa cosa dei viaggi, una volta che cominci, è difficile fermarsi.” Scriveva così il noto scrittore Gore Vidal nel suo bestseller “La statua di Sale” ed effettivamente, a pensarci bene,  ha proprio ragione perché viaggiare è davvero inebriante.

Questo è il periodo ideale per gli appassionati di vino alla ricerca di posti suggestivi da fotografare, volti, vitigni, etichette nuove da conoscere. Dentro ogni bicchiere di vino c’è una storia dal sapore unico: quella dei produttori. E quale miglior modo di conoscerla se non andando per cantine! Nei vigneti del territorio ibleo c’è un gran lavoro in questi giorni. Alcuni produttori hanno già completato la raccolta delle uve, altri stanno per terminarla. Quella della vendemmia è una delle fasi più importanti del ciclo di produzione di un vino, vissuta da sempre con attenzione e molta trepidazione. Trasportata nei palmenti, l’uva viene sottoposta alle varie fasi di lavorazioni: e qui è un’esplosione di profumi! Come non restarne affascinati… Con un bicchiere in mano, degustando il vino della precedente annata, accompagnati dai produttori si viaggia così nell’anima dell’azienda, attorniati da un paesaggio collinare, baciato dal sole che insieme alla brezza marina e alla temperatura mite sa regalare uve superlative.

Scopriamo così che sono soprattutto due le varietà maggiormente coltivate, ossia il Nero d’Avola ed il Frappato, entrambe a bacca rossa, dalla cui unione nasce il Cerasuolo di Vittoria, unica Docg siciliana, un vino corposo e pieno. La bellezza di questo vino è legata proprio a quella dei luoghi in cui esso nasce: le vigne, il paesaggio, nonché a quello dove esso si trasforma, cioè le cantine. Filari di vite circondano elementi di architettura rurali di notevole prestigio e visitando gli iblei è possibile scorgere accanto ai bagli (grandi edifici circondati da mura possenti) delle cantine ultramoderne, ma tutte perfettamente integrate nel paesaggio circostante grazie a progetti di sviluppo ecosostenibile realizzati dai tanti produttori ragusani, la cui passione ha consentito l’affermarsi di un comprensorio, oggi tra i più rinomati nel mondo.