Un Viaggio fra barche, marinerie e pescatori

Abituati ad immaginare il territorio ragusano arrampicato sui monti Iblei, con zone pianeggianti caratterizzati da serre, oliveti e viti, non ci ricorda mai abbastanza che le sue coste, oltre 80 Km, ospitano diverse frazioni, abitate anche d’inverno. È terra infatti anche di mare, marinerie, pescatori, tramonti di fuoco e vele leggere che si muovono sulle sue onde cobalto, ispirando molti letterati.

Pozzallo Torre CabreraLa costa ragusana è meta ogni anno, soprattutto in estate, di migliaia di turisti attratti dalla bellezza delle sue coste, dal calore della gente che vi risiede stabilmente e, non meno importante, dalla sua gastronomia. Un’offerta ittica ampia è ciò che rende del resto possibile la preparazione di diversi piatti: i “sardi arrustuti” (sarde arrosto) cotte nella brace senza aggiunta di grassi; la “tunnina fritta”, trance di tonno fritte in olio ed insaporite con cipolla, pomodoro ed origano; pesce alla matalot, cotto in un intingolo in cui giocano vari ingredienti quali sedano, olive verdi, pomodoro, aglio e prezzemolo. Eccezionale la ‘mpanata di palummu, trance di palombo aromatizzate con cipolla, pomodoro e basilico, e impanate.

Queste solo alcune delle tante prelibatezze tipiche preparate utilizzando quel gustoso pesce mediterraneo che si nutre anche di plancton e dell’erba posedonia che fiorisce rigogliosa proprio nelle limpide acque dei fondali del Mar di Sicilia, pesce che ogni notte i tanti pescatori traggono su dal mare, imprigionandolo nelle proprie reti, per poi portarlo, puntualmente la mattina dopo, nei mercati ittici.