Un biscotto da “viaggio”, le ‘mpanatigghie

Mpanatigghie1Che dentro quelle panciute mezzalune si possa nascondere un tenero ripieno di mandorle, cioccolato, zucchero ed aromi chiunque lo potrebbe dedurre semplicemente guardandoli. Ma nessuno riuscirebbe ad immaginarne l’ingrediente che più lo caratterizza ed il cui nome inizialmente fa storcere subito il naso il controfiletto di manzo.
Ebbene sì! I famosi ‘mpanatigghi modicani, biscotti tipici della città della contea, contengono proprio la carne al loro interno. Superata però l’iniziale diffidenza, attratti dal bellissimo aspetto, una volta assaggiati si è subito tentati di prenderne un altro e poi un altro ancora. Nessun turista che abbia soggiornato a Modica ha potuto rinunciare, fra una tazza di cioccolata ed una passeggiata per le vie barocche, a fare una tappa nelle pasticcerie per acquistare questi dolcetti.
Pare che ad introdurli in Sicilia siano stati gli spagnoli durante la loro dominazione avvenuta nel XV secolo. Del resto l’etimologia è chiara: ‘mpanatigghi viene da “empanadas” o “empadillas”che si riferisce ad un involucro di pasta come quella di un raviolo ed inoltre l’accostamento carne-cioccolato non è raro nella gastronomia spagnola e messicana (si pensa che il cioccolato per la presenza di burro di cacao, uno dei pochissimi grassi vegetali a non irrancidire, consentisse la conservazione della carne).
Dietro a questa ricetta c’è un curioso aneddoto …Si racconta che in tempo di Quaresima, quando non si poteva mangiare carne, le suore impietosite per le fatiche dei frati sempre in giro a predicare, avrebbero nascosto della carne tritata tra il pesto di mandorle all’interno di questi biscotti fatti con il cacao, il cui consumo invece era consentito anche nel periodo di digiuno, perché considerato alimento di magro. Di loro parla anche il grande scrittore Leonardo Sciascia che li chiama “biscotti da viaggio” perché nutrienti e di lunga conservazione.