Sapori iblei

Vi sono reperti archeologici che meglio di ogni altra cosa riescono a descrivere la vocazione di un territorio. Un esempio è dato da una piccola lamina di piombo arrotolata, la Plaga Mesopotamium, custodita nel Museo archeologico di Siracusa. Tale documento, scoperto nei pressi di Kamarina, riferisce della compravendita di un vigneto esteso circa un ettaro: un vero e proprio atto notarile di vendita di un terreno la cui compratrice era una donna proprietaria di una rivendita di vino. Quindi già esisteva a quella data un commercio di vino: era il III secolo a.C..

WineSi tratta ovviamente della più antica testimonianza della coltura della vite nel ragusano. Questo territorio, sito nell’estrema punta meridionale della Sicilia, offre grandi vini, in particolare nell’area del vittoriese, città del Cerasuolo.

Se il territorio di Ragusa è riuscito a produrre degli ottimi vini sino ad oggi lo deve innanzitutto alla sua fertilità e al suo aspetto tipicamente mediterraneo, con una varietà di paesaggi che spazia dal mare alla collina, quest’ultima spesso dominata da secolari uliveti e maestosi alberi di carrubo. I terreni sabbiosi dei suoi vigneti si dimostrano ideali per l’allevamento delle varietà autoctone dalle cui uve nasce il Cerasuolo di Vittoria DOCG, vino “territoriale” per eccellenza, dal tipico colore rosso ciliegia, il sapore pieno e vellutato, il profumo fruttato.

Nella provincia di Ragusa sono presenti cantine tra le più moderne d’Europa ed i loro vini ottengono i massimi premi in tutti i principali Concorsi Vinicoli Italiani ed Internazionali. Circa cinquanta le aziende presenti, e fra queste tre organismi associativi, i cui prodotti hanno fatto enormi passi avanti dal punto di vista qualitativo. Le uve provengono soprattutto da vitigni autoctoni quali Nero d’Avola, Frappato di Vittoria, Inzolia, Grillo ed altri, riconosciuti in varie parti del mondo per le inconfondibili caratteristiche di pregio. Accanto a questi vini, l’area degli iblei offre una variegata gastronomia che mostra tracce e contributi di tutte le culture che si sono stabilite in questa terra negli ultimi due millenni, collegata sia alle vicende storiche e culturali della Sicilia, sia alla vita religiosa e spirituale dell’isola.

Lo possiamo scoprire facendo un viaggio negli iblei, fra i sapori ed i profumi dei suoi piatti. Nei numerosi ristoranti è possibile assaggiare le specialità locali; tra gli antipasti: salumi, salsiccia, provole, formaggi, “caciocavallo”, (tipico del territorio ragusano) e olive di produzione locale. I primi piatti sono molteplici: cavati e ravioli di ricotta conditi con sugo di maiale, il “maccu” di fave. Fra i secondi, un posto importante ha la carne di maiale come costata ripiena, salsiccia o gelatina (“liatina”), e poi la gallina ripiena (‘iaddina co’ cinu, tradizionale per la festa del patrono); la trippa alla ragusana e il “coniglio a partuisa” Molteplici anche le specialità dolciarie: i mucatoli (biscotti farciti con frutta secca), cannoli di ricotta e i caratteristici ‘mpanatigghi modicani preparati con mandorle, cioccolata, filetto di vitello e spezie varie.

Nella zona costiera è possibile assaggiare i gustosi risotti o spaghetti con pesce ed il pesce fresco proveniente dai porticcioli di Donnalucata, Scoglitti e Pozzallo, mentre Km di coltivazioni serricole forniscono primizie di ortaggi in qualsiasi periodo dell’anno. Ottima e ricca anche la rosticceria dove possibile assaggiare: arancine, ‘mpanate e scacce, costituite quest’ultime da sottili foglie di pasta di farina, farcite con spinaci o ricotta o broccoli o pomodoro, melanzane.