La Terma Imperiale

Tra il Municipio ed il Palazzo Iacono Ciarcià. Una piccola stradina, Via E. Calogero, che porta a Piazza delle Erbe, a Comiso. È qui in questo vicoletto che il turista resta sorpreso dal ritrovarsi sotto “i piedi” i resti di un antichissimo complesso termale.
Attraversando la passerella sopraelevata in lamiera zincata e guardando sotto, si possono ammirare i resti di un complesso termale sicuramente d’epoca romana, d’età imperiale, ancora in uso in età bizantina. Furono gli scavi eseguiti dall’archeologo Paolo Enrico Arias nel 1934-35 e soprattutto quelli dell’archeologo comisano Biagio Pace del 1937, che rivelarono la monumentalità della “Terma”.
Gli ambienti che componevano il complesso termale erano un tepidarium, un caldarium, di cui è stato individuato quasi per intero il vano, ed il ninfeo di forma ottagonale: interessare qui scorgere il raffinato pavimento a mosaico costituito da tessere di bianco calcare compatto e tessere nere di basalto raffigurante Nettuno, circondato da due gruppi di Nereidi cavalcanti dei tritoni.
Le terme furono usate, anche se in modo più ridotto, fino al V secolo e fino allo scadere del regno di Valentiniano III (470 d.C.). Erano già in atto le invasioni barbariche e l’Impero Romano d’Occidente si sgretolava. I Vandali erano alle porte della Sicilia: il loro arrivo spazzò via un’epoca e non fu più il tempo delle terme.