Alla scoperta dell’oro verde degli Iblei

spasmoSe nei vigneti il grosso del lavoro è stato fatto, ciò che si nota viaggiando per gli iblei è il gran movimento presente nei frantoi dove arrivano di continuo, in questi giorni, casse colme di olive appena raccolte: Tonda Iblea, Moresca, Verdese, Biancolilla e Zaituna, queste sono le 5 cultivar autoctone prodotte in questo areale che spremuti danno un olio dalle eccellenti qualità vanto della produzione olearia siciliana.
In tutto ciò danno il loro contributo il microclima mediterraneo, i terreni fertili, ricchi di sostanze minerali ed infine l’uomo, sapiente detentore di una tradizione millenaria che con il duro lavoro ed una grande passione ha saputo trasformare un semplice frutto in un prodotto ricercato e molto apprezzato dalla ristorazione.
Tale eccellenza è il frutto di una storia antica, risalente ai tempi della Magna Grecia e culminata nel 1997 con il raggiungimento di un importante traguardo: la DOP, la Denominazione d’Origine Protetta. Ma proviamo ad odorarlo e ad assaggiarlo!
Il colore è verde smeraldo, all’olfatto si esprime con un gradevole profumo, un leggero sentore di carciofo e di pomodoro verde, e con peculiari note di erba fresca appena tagliata, al gusto un fruttato che si lega ad una  piacevole sensazione di piccante, e poi una bassissima acidità. E se dopo averlo assaggiato, proverete a soffermarvi un po’ a guardare gli uliveti, scoprirete un paesaggio davvero unico: troverete piante che hanno più di 100 anni, sparsi nei terreni collinari, accanto ad altre colture (carrubeti, mandorleti e vigneti o ancora ai margini degli agrumeti).
Una singolare olivicoltura che rappresenta una vera ricchezza per il territorio, ne caratterizza l’ambiente (proteggendo il paesaggio) rappresentando pure una fonte di reddito per numerose aziende.